LA TORPEDO BLU

Ritorna “La Torpedo Blu”, breve momento di piacevole revival di quei mezzi che hanno positivamente segnato una porzione del nostro vicino passato, rubrica che utilizza, per darsi un connotato, lo stesso titolo di una famosissima canzone del Maestro Gaber il cui valore, anche nel suo caso, il tempo non cancella!

 

 

Per paradosso, nel “Tempo della visibilità”, le auto ne permettono sempre di meno!

Non è un gioco di parole, la una reale evidenza: le auto di oggi, sicuramente sicure, avanzate, tecnologiche, a norma e bellissime, non offrono però una visuale adeguata a chi le guida. Le superfici vetrate, soprattutto per quanto riguarda il parabrezza posteriore ed anche quelle degli sportelli lato guida e passeggero, sono sensibilmente più ridotte rispetto alle auto prodotte fino agli anni 80, erodendo sensibilmente la visuale. Ciò determina serie difficoltà, soprattutto per i guidatori meno esperti, facendo aumentare le situazioni di pericolo, ad esempio, in manovra, così come in prossimità di incroci e innesti su strade extraurbane.

La tendenza retrò è una tendenza delle case automobilistiche, soprattutto di quelle europee. Ad esempio, dopo il super successo della “500” prolungatosi, seppur in consistenza miniore, sulla “124 Sport”, simboli indelebili di marca italiana, si potrebbe potrebbe pensare a riesumare un altro grande progetto che dal 65 al 71 tenne banco: la Fiat 850!

Titolo forviante? No. Solo realistico.

Se, cari lettori di Pole Position, l’automobile oppure la moto, il camion o anche un pullman sono “di più” rispetto a sei semplici mezzi che utilizziamo per spostare persone o cose, assumendo così un profondo connotato di identità funzionale all’Essere ed al Saper Essere di ciascuno, di un Gruppo sociale, di una Nazione, di una realtà territoriale, è altrettanto plausibile che detti “mezzi di trasporto” siano, anche a domanda, veramente “mezzi” e non “un fine”.

Senza ombra di dubbio il taglio delle forme dei mezzi di oggi sono connotabili nell’alveo dell’indiscussa eleganza, della bellezza, dell’aerodinamicità, anche se, ad onor del vero, mal si connotano sotto l’aspetto della visuale.

In effetti, a forme evidentemente estese ancorchè ingombranti, inspiegabilmente si contrappongono superfici vetrate di dimensioni ridotte, raramente rispondenti alla massima visualizzazione dell’esterno, laddove chi guida non riesce ad avere ampia contezza degli spazi e della prospettiva, mettendo a rischio la propria e l’altrui incolumità.