LA TORPEDO BLU

Ritorna “La Torpedo Blu”, breve momento di piacevole revival di quei mezzi che hanno positivamente segnato una porzione del nostro vicino passato, rubrica che utilizza, per darsi un connotato, lo stesso titolo di una famosissima canzone del Maestro Gaber il cui valore, anche nel suo caso, il tempo non cancella!

 

 

In questo nostro tempo, la sensibilità collettiva promuove l’idea dei “riusi” di materiali, ambienti, edifici e quant’altro ormai dismesso, risultato utile e funzionale nel passato, possa risultare altrettanto utile e funzionale anche oggi.

Sono  imponenti, ingombranti in lungo ed il largo, quasi “matrone della strada”: si, le auto di oggi,  quelle ormai “iper” in tutto, o quasi! Infatti, anche la più minimale (ex utilitaria), è enormemente grande nelle sue forme, per la cilindrata, per i pollici degli pneumatici…per la sua gestione che è pariteticamente onerosa rispetto alle auto “maggiori”.

Sono ormai troppi gli anni trascorsi da quando le auto “di fine serie”, definite “unificate”, si rappresentavano come “il meglio” delle produzioni che nel tempo si erano susseguite, regalando agli acquirenti più destri un mezzo ben allestito ed ottimizzato, appunto “unificato” rispetto alle consuete precedenti soluzioni (super, sport, lusso…), che chiudeva la sua storia commerciale, nell’imminenza della sua cessazione di produzione, anche a buon prezzo.

Si fa un gran parlare di confort e benessere durante la guida: in effetti, la discriminante più macroscopica tra le auto di ieri e quelle odierne è la presenza, in queste ultime, per lo più diffusa e generalizzata, del condizionatore d’aria, al quale, direi, quasi nessuno vuole più rinunciare e, dico a giusta ragione!